Martiri ed eroi

13557848_10209709630358728_7801340325353612004_n

L’idea me la sono fatta già da tanto ma si rafforza ogni volta che, puntualmente, si verificano episodi che me la confermano. Non so altrove ma qui in Italia abbiamo un disperato bisogno di martiri ed eroi al limite del parossismo.
E siamo disposti ad individuarne ovunque, anche laddove non c’è assolutamente nulla di eroico o di straordinario perché, non potendo puntare verso l’alto, si ravana dove capita.
Gli ultimi due avvenimenti, in ordine di tempo, che mi inducono a tale riflessione, sono l’eliminazione della nazionale di calcio agli europei e la strage delle persone (casualmente italiane) in Bangladesh.
E’ bastata una figura senza infamia e senza lode della nazionale ad Euro 2016 per farci sentire “orgogliosi” come italiani e farci accogliere con gloria ed onori gli “eroi” tornati dalla terra di Francia. Fiumi di retorica per non ammettere che l’Italia è, sostanzialmente, una squadra mediocre che ha disputato un paio di partite appena sufficienti battendo il Belgio (considerato, chissà perché, una delle favorite) e una Spagna nella fase discendente della sua parabola che va chiudendo un ciclo. Ci è bastato non perdere (se non ai rigori) la peggiore partita disputata dalla Germania in questi europei per dichiararci soddisfatti e accogliere con calore i “nostri ragazzi” di ritorno da chissà quale epica impresa. Eppure la nostra storia calcistica non è quella dell’Islanda o del Galles (ai loro calciatori cosa dovrebbero fare? Dedicargli strade? Erigergli monumenti?). L’Italia avrebbe un blasone da onorare: 4 campionati del mondo. E con tale storia, se non sei almeno tra le prime 4 del tuo continente (giocando in maniera convincente), hai fallito! Altro che sentirsi “orgogliosi”. Eppure, a quanto pare, sembra che oggi l’eroismo passi dall’evitare in prims le figure di merda.
ItaliaGermania-delusione_980x571
Riguardo la strage in Bangladesh, se possibile, la retorica dei media è stata (ed è) anche peggiore. Assistiamo ad una vera e propria “agiografia” di queste povere vittime, con giornalisti che scavano nell’intimo, nel privato delle vite di costoro (spesso col beneplacito dei parenti), per elevarle quasi al rango di “martiri”. Vediamo scorrere l’iconografia di queste persone costruita in maniera tale che si abbia l’impressione che, come al solito in questi casi, siano sempre i migliori, i più capaci, i più promettenti, i più validi coloro che se ne vanno. Abbiamo perso il fior fiore dell’imprenditoria italica, coloro che, più di tutti, ne incarnavano lo spirito. Che poi – senza voler assolutamente generalizzare (anzi, con la certezza che davvero le Bangladesh fossero a Dacca mosse dai più nobili propositi) – il fatto che di solito un imprenditore che va a fare affari in un Paese del terzo mondo lo faccia per sfruttarne le condizioni che trova lì (in un’ottica di profitto e arricchimento personale), per la narrazione retorica imposta dai media è un dettaglio trascurabile.
lavorominorile
Ecco allora che basta una morte efferata per mano di un terrorista per far passare in secondo piano tutto altro genere di considerazioni fondamentali, invece, per attribuire la patente di “martire” o “eroe”.
Ma tant’è nell’Italia al “tempo della crisi”.
Antonio Guerra
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...