Angela Maria Rossi, la contadina di Alatri vittima innocente della crudeltà nazista.

Il 27 maggio 1944 la signora Angela Maria Rossi, nativa di Alatri (FR) e dimorante in Tecchiena viene impiccata dopo un processo sommario a Fiuggi (FR), con l’ accusa di aver tentato di avvelenare con metanolo alcuni soldati germanici. In realtà le cose stanno diversamente.Bisogna ricordare che dopo l’ 8 settembre i molti alberghi di Fiuggi erano stati trasformati in ospedali per i feriti provenienti da Cassino, e dopo i bombardamenti di Frosinone anche i comandi militari tedeschi e tutte le autoriità civili e militari della Rsi, dal capoluogo di provincia erano “sfollate” nel noto centro turistico, ritenuto più sicuro. Nei primi giorni di maggio del 1944 gli alleati sferrano un attacco decisivo alla linea Gustav, sfondando il fronte di Cassino e mettendo in fuga le truppe tedesche che devono ritirarsi verso nord portando tutto quanto può essere utile. Una lunga fila di automezzi risale la Casilina, abbandonandola all’altezza di Frosinone per deviare lungo la statale per Fiuggi, dove è sistemato un ospedale da campo. Da lì si sarebbe proseguito lungo la Sublacense fino a Rieti evitando cosi l’attraversamento della Capitale.E’ proprio in occasione di questo trasferimento che due soldati tedeschi di passaggio si fermano nella povera casa di Angela Maria Rossi, presso Tecchiena al km. 37 della SS 155 Frosinone-Fiuggi, intenta a mungere il latte da una mucca. Chiedono di mangiare delle ciliegie appena colte e subito dopo bevono a sazietà del latte caldo, appena munto e svuotano un fiasco di vìno, per poi proseguire il viaggio fino a Fiuggi. Arrivati presso il comando i due soldati accusano forti dolori addominali e vengono ricoverati all’ospedale da campo dove un infermiere emette una sbrigativa diagnosi di avvelenamento. E’ cosi che dal comando viene dato ordine di prelevare la contadina di Tecchiena e dopo averla picchiata selvaggiamente, viene caricata insieme al figlio diciottenne che la aiutava nel lavoro dei campi (e che poi riuscirà a sfuggire alla sorveglianza) su un camion e portata a Fiuggi, in Corso Nuova Italia, nei pressi di Piazza Spada sede del comando tedesco, dove subisce un processo sommario ed infine impiccata ad un traliccio della linea tranviaria Roma-Fiuggi, davanti al cancello dell’albergo Villa Igea,la povera Angela Maria fu trattenuta in quella posizione ed alla vista di tutti per ben tre giorni e sbeffeggiata dai soldati di guardia. Il tragico spettacolo viene immortalato dai fotografi militari tedeschi, oltre a restare indelebile nella memoria degli abitanti della località termale, costretti ad assistervi “come esempio”impiccata1Il fatto, peraltro registrato negli archivi dell’ ANPI del Lazio, tornò d’ attualità quando il giornalista Gianluca Di Feo rintracciò le cruente foto dell’ esecuzione, scattate cinquant’ anni prima, negli schedari del Bundesarchiv tedesco pubblicandola a corredo di un articolo su L’ Espresso del 25 aprile 2006. L’ opinione pubblica ciociara tornò a interrogarsi sul destino toccato a quella povera contadina, che se non era stata certo una partigiana, poteva però senza dubbio essere annoverata tra le vittime del nazismo. Per un pugno di ciliegie di troppo… Finalmente, il 17 marzo 2011, nell’ ambito dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell’ Unità d’ Italia, il Comune di Alatri ha inserito il nome della sua sfortunata concittadina sul monumento ai caduti, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose.A Fiuggi, nel luogo del suo martirio, sul centralissimo Corso Nuova Italia, a pochi metri dalle fonti di acqua oligominerale famose in tutto il mondo dai tempi di Bonifacio VIII°, non c’è nulla che ricordi il tragico evento, nonostante una forte campagna stampa portata avanti a questo scopo dagli organi della stampa locale, primo fra tutti il mensile “Fiuggi”, memoria storica della cittadina ciociara. impiccata2Passano gli anni, cambiano gli amministratori della cosa pubblica ma nulla si muove al riguardo, certo la Rossi non risiedeva a Fiuggi eppure sarebbe cosa meritoria ricordarla. Se è comprensibile che non si voglia turbare l’ immagine della località temendo contraccolpi negativi al turismo d’ oltre Brennero (Fiuggi è da molti anni impegnata da un gemellaggio con la città tedesca di Helmstedt, con la quale intrattiene un proficuo programma di scambi culturali) ed al contempo non si voglia rinfocolare antichi rancori con la diffusione delle drammatiche foto, si potrebbe almeno aggiungere il nominativo della signora Angela Maria accanto alle vittime civili già ricordate nel monumento ai caduti. Oppure si potrebbe optare per un ricordo dall’alto significato morale: inserire, nel marciapiede antistante il luogo dell’ esecuzione una “pietra d’ inciampo” con solo nome e data, come fatto recentemente a Roma per le vittime della Shoah. Tanto più che recentemente è stato inaugurata una statua in memoria dei cittadini di Fiuggi che, dopo l’ 8 settembre ’43 trovandosi militari in varie parti d’ Italia scelsero di entrare nella resistenza e combattere per la libertà. Perchè allora non ricordare anche una povera donna, condotta insensatamente alla forca ? Per un pugno di “cerase”…

fonte Facebook Carlo Galeazzi

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