Vaticano S.p.A.

Estratto

…………….Proprio in quei giorni dalla Basilicata, terra del prelato dello Ior,arrivano nuove preoccupazioni. Tutto nasce al centro psichiatrico Don Uva di Bisceglie, di proprietà formale della Congregazione delle Ancelle della Divina provvidenza. Il manicomio è il più grande d’Europa. Vengono curati circa ottocento pazienti e conta quattro sedi tra Puglia e Basilicata. Da una parte è quindi decantato per le applicazioni della psichiatria più moderna, dall’altra finisce spesso nel mirino dei giudici per presunti maltrattamenti dei malati mentali, morti sospette, truffe, clientele e appalti chiacchierati.Stavolta è il pm di Potenza Cinzia Mondatore che chiude un’inchiesta per frode e abuso d’atti d’ufficio. Le convenzioni con gli enti che erogano i finanziamenti non sarebbero state rispettate. Il pubblico ministero ottiene il rinvio a giudizio per i vertici della regione e gli mministratori del centro: monsignor Eligio Lei-li e il commendatore Lorenzo Leone, dominus dell’ospedale. Più che il monsignore, è proprio il nome del commendatore a far sobbalzare le lunghe tonache ai piani alti dello Ior. Leone è infatti un facoltoso cliente della banca vaticana, con numerosi depositi personali per ben 16 miliardi (24,3 milioni di euro), ed è soprattutto un pupillo di de Bonis. I due sono legati da un’amicizia di lungo corso. Il monsignore va spesso a trovarlo in Puglia, dove ha anche celebrato il matrimonio di suo nipote.Ma non è tutto. Sempre Leone gestisce proprio insieme al prelato della banca il conto delle suore titolari della struttura Don Uva, appunto le Ancelle della Divina provvidenza. La loro congregazione è stata fondata da don Pasquale Uva a Bisceglie nel 1922, e da allora le pie sorelle si dedicano all’assistenza dei bisognosi e dei malati di mente.094646488-0d710313-21a8-44d0-a02e-2d7548b31403

Si potrebbe pensare a suore di povertà, ma si commetterebbe un errore madornale.Il deposito delle Ancelle presenta infatti un saldo di ben 55,4 miliardi di lire dell’epoca, 43,5 milioni di euro. Diffìcile risalire all’origine di tutti questi soldi. Forse lasciti, eredità. Di certo una somma enorme se si considera che l’arcidiocesi di una grande città presenta un bilancio di 10-12 milioni di euro. Su questo conto de Bonis opera in modo assai disinvolto, privo cioè dei prescritti conferimenti di delega. Dall’archivio Dardozzi emerge che il suo nome è stato segnato sul cartellino delle firme seppur senza alcun documento di incarico.
Da dove arrivano tutti questi soldi? Di certo la Congregazione oggi incassa dallo Stato oltre 100 euro al giorno per ogni paziente. In tutto una trentina di milioni di euro all’anno.In Vaticano si teme il peggio. Qualcuno ipotizza persino che parte delle somme delle Ancelle possa avere un’origine illecita, che magari sia stata sottratta ai malati o dirottata dai finanziamenti pubblici che le strutture ricevono. Forse a insaputa delle stesse titolari del conto.E possibile che il deposito possa esser utilizzato per parcheggiare soldi di altri. Di persone che fiduciariamente nemmeno potevano apparire tra i clienti dello Ior.Veleni, dubbi stimolati dai ricordi di una vecchia inchiesta per truffa sulle rette dei degenti che per Leone si concluse con un’attesa assoluzione. Il commendatore incasserà l’assoluzione in appello, nel 1996, ribaltando il giudizio di primo grado. Il caso però non è chiuso. Nel 1999 la magistratura s’interessa ancora dei soldi che
arrivano al centro.dollar Stavolta la Procura di Trani indaga per riciclaggio, appropriazione indebita, malversazione ai danni dello Stato e associazione per delinquere. Manda agli arresti domiciliari parenti e collaboratori di Leone. L’accusa è di avergonfiato i prezzi degli appalti per stornare somme a titolo personale:dal giardinaggio alla manutenzione, drenando almeno 11 miliardi di lire dai finanziamenti che arrivano dal ministero della Sanità tramite la regione Puglia. Il pubblico ministero Domenico Secchia chiedel’arresto di Leone ma all’improvviso il dominus del manicomio muore. La sua posizione viene archiviata. Peccato, con lui si spengono anche le accuse messe con coraggio a verbale da una suora.L’Ancella della Divina provvidenza aveva raccontato in Procura di aver visto il commendatore Leone caricare l’auto di scatole da scarpe zeppe di banconote per poi partire alla volta del Vaticano………..

scritto da: Gianluigi Nuzzi,nato a Milano nel 1969.Dal 1994 segue le più rilevanti inchieste giudiziarie con implicazioni politiche e finanziarie del nostro paese.

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Fondo San Martino.

Fondo San Martino (Conto n.001-3-14577)
Rapporto iniziato il 7 marzo 1987 a richiesta di “Roma”, che lo utilizza per versarvi somme che gli provengono a vario titolo. Si veda ad esempio il versamento da 100 milioni da parte del comm. Lorenzo Leone in data 24 aprile 1991 (N.B.:il comm. Leone è facoltoso nominativo di Bisceglie, che compare in relazione ai vari conti per importi rilevanti – circa 50/60 miliardi – a nome delle Suore di Bisceglie oltre che per conti personali per circa 16 miliardi). Oppure l’accredito su questo conto in data 30.04.1991 di lire 150 milioni, con contropartita al conto 001-9-40001 “Fondo a disposizione di S.E. Mons. Prelato”.Qui ritroviamo lire 556 milioni provenienti dalla successione Tumedei Anna Casalis. Il conto n.001-3-14577 viene estinto il 12.07.91 con un giro sul conto n.001-3-15924 Fondo Mamma “Roma”.

LETTERA AL PAPAlettera

Suore Ancelle della divina Provvidenza -Bisceglie
Conti vari per un controvalore complessivo in lire di circa 55,4 miliardi. La firma di “Roma” è stata aggiunta sui cartellini firma in data successiva all’apertura senza che risultino i prescritti conferimenti di delega. I rapporti delle Suore con lo Ior vengono a volte tenuti per il tramite del comm. Lorenzo Leone, lui pure di Bisceglie e titolare di conti per importi rilevanti.

Comm.Lorenzo Leone – Bisceglie
Conti variamente intestati, per un importo complessivo di circa 16 miliardi di lire. Trattasi di rapporti di natura personale, come si rileva dalle disposizioni testamentarie che prevedono la destinazione dei beni alla figlia ed ai nipoti. Come si è visto parlando del Fondo San Martino il comm. Leone in almeno un’occasione ha beneficiato “Roma” (per 100 milioni di lire)>.

Una situazione che appare fuori controllo, tra irregolarità e appropriazioni di de Bonis. Una situazione esposta ai rilevanti rischi delle inchieste della magistratura italiana. Ma è l’ultimo capitolo del dossier a sorprendere particolarmente il segretario di Wojtyla. Che lo rilegge più volte:

fonte: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ragnatela-conti-segreti-cifrati-ior-svelata-giovanni-paolo-6154.htm

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