Massacro di Tlatelolco

Il massacro di Tlatelolco avvenne il 2 ottobre 1968 nella Piazza delle tre culture a Tlatelolco,Città del Messico.Non si conosce il numero esatto delle vittime. Nonostante le cifre fornite da fonti governative riportino una stima di non oltre 40 o 50 morti (al momento della strage il governo parlò di 34 morti) le stime più attendibili indicano oltre 300 vittime, tutte tra i manifestanti. Il massacro avvenne dieci giorni prima dell’inizio dei Giochi della XIX Olimpiade che si svolsero a Città del Messico dal 12 ottobre al 27 ottobre 1968.mexico-68-olimpicos.jpgIl massacro fu preceduto da mesi di inquietudini politiche nella capitale messicana, con manifestazioni e proteste studentesche per appoggiare gli eventi che succedevano nel mondo nel 1968. Il 27 agosto più di 200.000 studenti scesero in piazza e si accamparono nel Zócalo, per poi venir dispersi il giorno successivo dall’esercito messicano.
Gli studenti volevano aumentare la propria visibilità grazie all’attenzione che c’era sulla città a causa dei Giochi olimpici del 1968. Il presidente di allora, Gustavo Diaz Ordaz, settimane prima del massacro ordinò all’esercito di occupare il Campus dell’UNAM. In quest’occasione l’esercito indiscriminatamente picchiò molti studenti e il rettore Javier Barros Sierra si dimise per protesta il 23 settembre.tlatelolco-1968-2-proceso
Le proteste degli studenti non diminuirono. Le manifestazioni crebbero a tal punto che il 2 ottobre, dopo 9 settimane di sciopero studentesco, 15.000 studenti di varie università marciarono per le vie della città, protestando contro l’occupazione del campus. Al calare della notte 5.000 studenti e lavoratori, molti dei quali con la propria famiglia, si raccolsero nella Plaza de las tres Culturas di Tlatelolco.
Alla fine della giornata le forze militari e politiche con carri blindati e veicoli da combattimento circondarono la piazza e aprirono il fuoco, puntando sulle persone che protestavano o che semplicemente passavano di lì. In breve tempo una massa di corpi copriva tutta la superficie della piazza. 1968-7
Il massacro continuò tutta la notte, i soldati si accamparono negli appartamenti vicini alla piazza. Testimoni riferirono che i corpi furono spostati con camion dell’immondizia. La spiegazione ufficiale fu che facinorosi armati iniziarono a sparare verso le forze dell’ordine che per difesa personale iniziarono a sparare. I media di tutto il mondo diffusero le immagini e pubblicarono la notizia che si era registrato lo scontro più violento tra studenti e forze dell’ordine.

Indagini sul massacro

29 anni dopo il massacro, nell’ottobre 1997, il congresso messicano formò un comitato per investigare sul massacro di Tlatelolco. Il comitato raccolse vari testimoni e attivisti politici dell’epoca, incluso l’ex presidente Luis Echeverria Alvarez, che all’epoca era Segretario del Governo. Echeverria ammise che gli studenti erano disarmati e che l’attacco militare fu pianificato precedentemente per distruggere il movimento studentesco.563630_10151766731094682_1033530567_n
Nell’ottobre 2003, 35 anni dopo il massacro, il National Security Archive dell’Università George Washington pubblicò documenti della CIA, del Pentagono, del dipartimento di stato, dell’FBI e della Casa Bianca. I documenti rivelano che: in risposta alle preoccupazioni del governo messicano per la sicurezza dei Giochi olimpici, prima e durante la crisi il Pentagono inviò in Messico alcuni istruttori di lotta antisovversiva, armi, munizioni e materiale per il controllo della protesta;tra il luglio e l’ottobre 1968, numerosi agenti della CIA che si trovavano in Messico facevano quotidianamente rapporto su quello che accadeva nella comunità universitaria e all’interno del governo. Sei giorni prima del massacro il segretario di Governo e il direttore della sicurezza federale, comunicando con alcuni agenti della CIA, informarono che la protesta sarebbe stata controllata in breve tempo;
secondo la CIA il governo messicano sistemò le cose[non chiaro] con il leader studentesco Socrates Campos Lemu.

 

Massacro di Tlatelolco nel 1521

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Nel secolo XVI Tlatelolco era già stato luogo di un massacro compiuto dai conquistadores spagnoli e i loro alleati indigeni contro gli aztechi il 13 agosto 1521, durante il quale vennero uccise circa 40.000 persone, decretando de facto la fine della civiltà azteca e il termine della guerra di conquista spagnola. con la quale l’avventuriero spagnolo Hernán Cortés approfittò delle tensioni tra gli aztechi e le popolazioni che pagavano loro tributi, fomentando le lotte interne, per finire col sottomettere gli uni e gli altri. A partire da allora iniziò un processo di cristianizzazione e ispanizzazione degli indigeni.
Nel XVII secolo si definirono le principali strutture economiche della Nuova Spagna. Sorse l’azienda agricola come unità produttiva di base, e l’attività mineraria divenne il centro dell’economia coloniale, che riforniva di oro e argento la capitale. La popolazione indigena fu sfruttata e decimata dal lavoro e dalle pesti. Verso il 1800, il Messico si era trasformato in uno dei paesi più ricchi del mondo; un paese di «grandi ricchezze ed enorme povertà».
Dopo quasi tre secoli di dominazione coloniale, nel 1810 si aprì la lotta indipendentista, diretta principalmente dai creoli, discendenti degli spagnoli.l4vol11-veracruz

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