Jorge Debravo

L’uomo non e’ nato per tenere le mani
legate al palo delle preghiere
Dio non vuole ginocchia umiliate
nelle chiese,
ma gambe di fuoco che galoppano,
mani che accarezzano viscere di ferro,
menti che generano brace,
labbra che danno baci.
Dico che io lavoro,
vivo, penso,
e che questo che faccio e’ un buon pregare,
che a Dio gli piace molto
e ne rispondo.
E dico che l’amore e’ il migliore
sacramento,
che vi amo, che amo,
e che non ho un posto nell’inferno.
Io non chiedo un coltello nelle mani della Patria.
Ne’ un coltello ne’ un fucile per nessuno:
la terra e’ per tutti, come l’aria.
Mi piacerebbe avere enormi mani
violente, anzi selvagge
per strappar le frontiere, ad una ad una
e lasciar per confine solo l’aria.
Che nessuno possieda della terra
come si possiede un vestito:
che tutti abbiano terra
come hanno l’aria.
E strapperei le guerre alla radice,
neppure una ce ne lascerei
a infestare il paesaggio.
Ed aprirei la terra a tutti,
come se fosse l’aria.
Che’ l’aria e’ di nessuno, di nessuno…
Tutti, di aria, hanno una porzione.

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Jorge Debravo

Voce umile e forte del Costarica, esempio altissimo di spiritualita’ laica; figlio di contadini poverissimi, muore a soli 29 travolto da un automobilista ubriaco.

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